In questo luogo abbiamo voluto raccogliere le parole autentiche di studenti che hanno frequentato Scuole e Master della HSU.
I Volumi “ un anno in HSU” sono un raccolta di testimonianze che gli studenti della Scuola di Igienismo primo anno devono consegnare contestualmente alla tesi: una autovalutazione di sé stessi, dei propri cambiamenti, dell’esperienza vissuta in HSU e di come, conoscenza, relazioni e vita, hanno “ lavorato” sul proprio Essere, sui propri schemi acquisiti e sulla quotidianità.
I Volumi “Brecce” sono una raccolta di testimonianze degli studenti che hanno frequentato il Master in Coaching. Sono esperienze toccanti, che coniugano i passaggi evolutivi personali con le nozioni apprese.
Le testimonianze dei nostri studenti sono innumerevoli e molto spesso vengono trasmesse attraverso messaggi WA. Non possiamo riportarle tutte anche se sono tutte meritevoli. Ci impegneremo, per il futuro, Ad essere più disciplinati e a conservarle con cura perché le parole di chi ha vissuto un’esperienza sono la più grande espressione di autenticità.
UN ANNO IN HSU
Mi sono avvicinata all’igienismo naturale, circa un anno e mezzo fa, quando, per così dire, ho capito che il mio corpo richiedeva la mia attenzione. Può sembrare un’espressione esagerata, ma, in fondo è molto vera. Prima di allora il mio interesse si rivolgeva solo alla sfera spirituale. “Interesse” è parola troppo limitativa: per me fu un’esigenza vitale per non impazzire.
Sin da piccola sentivo, che “c’era qualcosa”, “c’era altro”. Essendo cresciuta in una famiglia cattolica, credevo che il nostro destino fosse nelle mani di Dio: se nasciamo, ci comportiamo bene e siamo bravi cristiani, saremo ricompensati. Tutto mi sembrava così semplice. Ricordo, da bambina seduta su quei banchi di legno nella piccolissima chiesetta del mio paese, le messe la domenica con i nonni e la mia migliore amica: ci piaceva leggere le Sacre Scritture sull’altare davanti a un pubblico di massimo dieci vecchiette, e per me era una vera festa. Ma già allora quel Dio, a tratti punitivo e colpevolizzante, non mi risuonava. Oggi userei questo termine: allora forse mi faceva un po’ paura. Non riuscivo a collegare i pezzi del puzzle, mi mancavano un’infinità di tasselli e quei pochi che avevo, non combaciavano completamente.
Per risalire all’origine di quei dubbi, a volte silenti, a volte assordanti, è necessario, come direbbe Gurdijeff, uno “shock intenzionale” che ci spinga ad interrompere la meccanicità e il sonno ipnotico quotidiano. Eventi che provocano vere rotture dentro di noi; l’anima che si squarcia provoca un dolore così profondo e totalizzante da spingerci a scavare nella parte più profonda delle nostre viscere, pur di alleviare quel tormento. Non capivo, non riuscivo a realizzare ciò che desideravo così ardentemente: perché io no? Perché alcune cose accadono e altre no? Perché i sogni di quella bambina non si realizzavano mai? Perché tanta sofferenza?. Mi sentivo un po’ come la cenerentola dell’universo: il giorno del ballo per me non sembrava arrivare mai. Ricordo ancora la liberazione profonda che investì la mia anima: in quel periodo cercavo risposte ovunque. Lessi che scegliamo, prima di incarnarci, le esperienze che vivremo perché sono funzionali alla nostra evoluzione spirituale.
Tutto ciò che attraversiamo, i genitori da cui nasciamo, le persone che incontriamo, gli amori, le perdite, i successi e quelli che chiamiamo erroneamente insuccessi, avevano uno scopo. Non ero una foglia al vento in balia dei desideri di Dio. Ogni forma esteriore è un espressione della Coscienza. L’essere umano ha un cervello diviso in due, quindi, una mente duale che, fa sì che lo spirito percepisca la realtà come separata da sé. La realtà diventa qualcosa di esterno, diversa da noi; subentra allora la paura di non avere il controllo, di sentirsi separati dagli altri. Questo meccanismo crea la Coscienza, ma anche la paura. Si percepisce quel “vuoto” che cerchiamo di riempire con l’attaccamento alla materia, fino a quando ci rendiamo conto che nulla di materiale può riempirlo; allora inizia il processo di ritorno “all’ Uno”. Siamo parte di un universo vivente ed interattivo che riflette ciò che siamo. Un “nemico esterno” è una parte di me che non voglio. Finalmente, le cose iniziarono ad avere per me un po’ più senso. Inizia a guardare la vita con una prospettiva totalmente diversa. Non mi ripetevo più, in modo rimuginante, “perché capitano tutte a me?”, ma piuttosto: “Che cosa devo capire da quest’esperienza?”.
Lo Spirito si prefigge, in ogni reincarnazione, una determinata meta, e le esperienze, soprattutto quelle più difficili, servono per riportarci verso l’obiettivo quando ce ne discostiamo. L’ ”esterno” ci scuote per farci tornare dentro di noi e scoprire la nostra vera natura. “Siete Dei e farete cose più grandi me “, disse Gesù. Oggi sono grata a quella sofferenza, che mi ha aperto spiragli di luce. Le risposte che avevo trovato placarono per un’ po’ la mia inquietudine, ma ben presto nacquero in me nuovi dubbi rivolti stavolta alle altre dimensione dell’essere, mente e corpo. In una delle mie ricerche incontrai l’Igienismo Naturale che mi conquistò all’istante. Era il momento giusto per ascoltare e accogliere concetti che, magari, avevo sentito altre volte, ma a cui non avevo dato il “giusto ascolto”.
Mi sono iscritta all’ HSU con il cuore colmo di felicità: ricordo di aver inviato a Fiorenza un messaggio pieno d’entusiasmo. Conoscendo finora soltanto un modello “tradizionale” di scuola, dove allo studente si inculcano nozioni senza promuovere il “pensiero critico”, pensavo che anche l’HSU seguisse quel modello. Quanto mi sbagliavo!! Ma la mente, purtroppo, formula previsioni sul futuro sulla base di ciò che conosce. L’HSU non è una “comune scuola” con programmi standardizzati: sin dal primo giorno, siamo stati spronati a sviluppare il ragionamento, e a essere noi stessi, stimolati a comprendere ed esprimere la nostra essenza e le nostre capacità. L’HSU mi ha aperto orizzonti inaspettati, percorsi e strumenti che non avrei mai pensato potessero esistere e che permettono di aiutare gli altri a stare meglio, sia dal punto di vista fisico sia da quello mentale e psichico, senza l’utilizzo di farmaci allopatici o di terapie invasive. Ogni lezione porta con sé insegnamenti che risuonano come verità profonde: conoscenze antiche che si intrecciano con le più recenti scoperte della scienza. Mi sentivo un’alunna, (naturalmente babbana), iscritta ad Hogwarts, la scuola di magia di Harry Potter, sospesa tra meraviglia e apprendimento. Valdo Vaccaro è per me come il professor Silente, un mago potente e saggio, e Fiorenza va oltre la professoressa Minerva: è la viva immagine dell’imperatrice dei tarocchi, emblema di abbondanza, creatività e forza vitale.
In questo anno in HSU ho attraversato l’intero arco delle emozioni che solitamente richiederebbero anni per manifestarsi. Ogni esperienza è stata ricca di stimoli, formativa e talvolta intensa ed umanamente coinvolgente. Grazie all’ HSU, oggi riesco a prendermi cura con più attenzione del mio corpo, della mia mente e del mio spirito, anche se molto resta da fare e le ricadute in vecchie abitudini tornano spesso. Ho acquisito una consapevolezza che un anno fa non avrei neppur immaginato e, soprattutto, un maggior equilibrio, una presenza più vigile e un focus mentale più saldo. Ma ciò che mi ha trasformata davvero, sono state le esperienze umane. Ogni persona che ho avuto l’onore di incontrare mi ha lasciato un frammento di sé. Ringrazio i professori, anime grandi che incarnano umanità, forza e coraggio, custodi di una “nuova visione del mondo” e ringrazio i miei compagni, spesso diventati per me veri maestri, che mi hanno generosamente trasmesso le loro conoscenze.
L’esperienza per me più galvanizzante, quella che ha fatto vibrare ogni corda della mia anima, in questo anno in HSU, è stata la vacanza-studio. Sono stati giorni d’intensa attività emotiva ed energetica, in cui ho potuto constatare nella realtà 3D la potenza della “manifestazione consapevole”: quando il cuore e la mente sono armoniosamente allineati, nascono vere magie. Penso che ognuna di noi abbia coltivato, nei giorni prima della vacanza, un desiderio ben preciso, ciò che sperava di vivere, e che l’unione di tutti quei desideri abbia tessuto una realtà di armonia e pace. Abbiamo condiviso spazi, pasti, pratiche igieniste, sorrisi, pianti, abbracci, stupore, conoscenze e pezzi di vita. Durante quei meravigliosi giorni, l’evento che più ha segnato nel profondo il mio essere è stato il “cerchio”. In quei momenti eravamo sospesi nel tempo, racchiusi in una bolla d’energia rigenerante e vivificante. L’individualità svaniva nel gruppo: non c’era più separazione né giudizio, ma solo ascolto, presenza e comprensione.” l’io” si attenuava; “io” e “loro” si fondevano, permettendomi di scoprire parti di me che non conoscevo.
Durante questo anno ho attraversato anche, momenti di profonda crisi in cui avrei desiderato tornare all’inconsapevolezza. La conoscenza porta con sé una certa dose di sofferenza: dà gli strumenti per aiutare gli altri, ma spesso le mani restano legate perché molti non hanno ancora compreso l’importanza di uno stile di vita igienista. Ognuno di noi segue i propri tempi e il proprio percorso. So che non si possono forzare gli eventi, ma per me resta difficile accettarlo. Credo che l’igienismo sia una fase naturale dell’evoluzione umana: attraverso un processo di “risveglio”, l’uomo finisce, inevitabilmente, per abbracciare i principi igienisti, che rappresentano le basi su cui poggia l’equilibrio con l’universo. Questa scuola accompagna chi desidera crescere: offre supporto reale, motivazione, ascolto attento e un’accoglienza empatica. I suoi insegnamenti sono pensati per chiarire ogni dubbio, spirituale, mentale o fisico, lungo tutto il cammino di “trasformazione”.
Voglio dire un enorme grazie a tutti: ai professori, ai compagni ed a tutte le persone conosciute durante la vacanza/studio.
Dal profondo del cuore ringrazio in modo particolare Fiorenza e Thomas, grazie di tutto.
Benedico, chi ero, chi sono e chi sarò;
Benedico ogni passo: a volte lento e faticoso, altre volte spedito.
Ciascuno mi plasma, insegna e conduce.
Benedico la fatica che forgia la pazienza;
Benedico le cadute, perché mi insegnano a rialzarmi.
Benedico l’oscurità, perché alimenta la speranza.
Paola Panfili.

